Il miglior programma per gestire le foto sul PC: la comparativa di Softonic

Qual è il miglior programma per gestire la tua libreria di foto con il PC? Abbiamo testato a fondo Adobe Photoshop Elements Organizer (PSE Organizer), ACDSee, Zoner Photo Studio e Picasa per scoprirlo. Ecco come è andata.

La rivoluzione della fotografia digitale ha fatto venire allo scoperto tantissimi appassionati di questa nobile forma d’arte. Ma nella loro vita arriva sempre il momento in cui la proliferazione di fotografie diventa ingestibile senza un software che metta un po’ d’ordine.

Per questo motivo abbiamo messo a confronto quattro photo manager, confrontandone le otto caratteristiche più importanti per gli utenti. Si tratta di Photoshop Elements Organizer 13, ACDSee 18, Zoner Photo Studio 17 Pro e Picasa 3.

Vi abbiamo già spiegato, nell’articolo introduttivo a questo Softonic Special, perché un programma per gestire la libreria fotografica è essenziale, e i criteri che abbiamo seguito per testare i quattro candidati. Ecco ora la comparativa vera e propria.

Importazione delle immagini

Durante l’importazione di nuove foto nel catalogo, spesso l’utente vuole fare due cose contemporaneamente: copiare le immagini della scheda SD della fotocamera nel disco rigido e importare le immagini nel database del programma che vuole usare per gestire la sua libreria fotografica.

Non solo: spesso vuole anche, in questa prima fase, aggiungere alcuni metadati e fare delle correzioni di base.

Selezione delle foto

Tutti i programmi testati offrono la possibilità di selezionare le immagini che si desidera importare e creare nuove sottocartelle sul disco rigido. Ogni programma, tranne Picasa, offre la possibilità di rinominare i file durante l’importazione con stringhe o nomi personalizzati e ad applicare i metadati.

In questa fase si notano già alcune differenze: ACDSee offre la maggior parte delle opzioni per aggiungere tutti i tipi di metadato, come parole-chiave, autore o titolo.

Zoner Photo Studio limita le opzioni a titolo, autore, copyright e parole chiave, mentre PSE Organizer consente, durante l’importazione, di aggiungere solamente creatore e autore. Le parole-chiave, quindi, non possono essere aggiunte in questa fase.

Modifica durante l’importazione

ACDSee e Zoner offrono la possibilità di ruotare automaticamente le immagini, mentre PSE Organizer elimina il problema degli occhi rossi durante l’importazione e inserisce automaticamente le immagini importate in un album, se lo si desidera. Picasa si distingue per la possibilità di condividere le immagini subito dopo l’importazione.

PSE Organizer, oltre alla finestra di dialogo di importazione avanzata con tutte le opzioni che abbiamo descritto più altre, offre una finestra di dialogo di importazione di base. Qui è possibile importare tutte le immagini da un qualsiasi supporto, creare una sottocartella e rinominare i file. L’interfaccia di questa finestra di dialogo è semplice e utile per l’importazione rapida di immagini da una sessione fotografica.

PSE Organizer Import
La finestra di dialogo di importazione avanzata di PSE Organizer è ricca di opzioni

Conclusione: “opzioni utili” batte “molte opzioni”

ACDSee e PSE Organizer sono quasi di pari livello in questa sezione. Il vincitore è comunque PSE Organizer. Abbiamo valutato la possibilità di rimuovere gli occhi rossi automaticamente come una funzione più importante rispetto all’enorme quantità di metadati che è possibile modificare in ACDSee durante l’importazione.

Per l’utente domestico medio questa sembra infatti essere l’opzione più utile, tenendo anche presente che il tagging in PSE, una volta che le immagini sono state importate, è molto agevole.

Se la modifica dei metadati è per te molto importante, ti consigliamo invece di optare per ACDSee.

Anche Zoner Photo Studio fa un buon lavoro in fase di importazione, ma non offre strumenti particolarmente utili. Picasa si posiziona invece ultima, perché non offre quasi nessuna opzione durante l’importazione.

Tag, categorie, keyword

Se gli album sono l’ossatura della libreria fotografica, i tag ne sono le vene e le arterie. Assegnare agli scatti parole chiave ed etichette serve a mantenere in salute e in ordine la propria collezione, e a ritrovare facilmente uno scatto anche quando il database ne conta molte migliaia.

Tutti i programmi testati sono in grado di leggere e trattare questo tipo di informazioni, anche se ciascuno ha un diverso modo di mostrarli e di gestirli.

PSE Organizer, ACDSee e Picasa sono, da questo punto di vista, molto convincenti, ed offrono approcci intuitivi.

In ACDSee, ad esempio, puoi assegnare i tag semplicemente trascinando una foto o un gruppo di foto sulla relativa parola chiave, nel pannello di destra. D’altronde, quando apri il programma per la prima volta, se vuoi taggare una foto, il primo metodo che ti verrà spontaneo provare è proprio questo. Ed è una bella sensazione prendere atto che funziona.

Un altro sistema di tagging rapido che quest’ultimo offre e che ci è piaciuto molto è Quick Tags, un tastierino con nove bottoni personalizzabili a cui assegnare tag, che puoi poi applicare alle foto con un semplice click.

ACDSee Quick keywords

Anche Picasa ce l’ha, ed ha anche un sistema molto semplice ed efficace di gestire il geotagging e il riconoscimento facciale. D’altronde la principale caratteristica dei prodotti di Google è l’integrazione dei tanti tasselli che compongono il loro universo, e quindi era facile aspettarsi che Google Maps e la tecnologia di face recognition si integrassero perfettamente anche in Picasa.

In PSE Organizer il tagging funziona, come in ACDSee, con il drag and drop, e le tre categorie principali di parole-chiave (Keywords, People Tags e Events Tags) possono essere facilmente arricchite di ulteriori categorie e sottocategorie.

PSE Tags tabIl tab Tags di PSE Organizer

Zoner Photo Studio, invece, non ci ha convinti. Per assegnare una keyword a una foto devi selezionarla e, dal pannello Tags sulla destra, cercare la parola chiave da assegnare, cliccarci col tasto destro e scegliere Assign Keywords to Section. Oppure inserire manualmente le keyword. Metodi un po’ scomodi, che non si adattano al meglio al flusso di lavoro a cui siamo oggi abituati, che punta su intuitività e rapidità.

Abbiamo inoltre trovato l’assegnazione di tag, etichette o rating in modalità batch lenta: mediamente ci vogliono cinque secondi per assegnare un voto a 10 foto contemporaneamente.

Conclusione: vince l’efficienza anche in condizioni difficili

Difficile stabilire quale programma, tra PSE Organizer e ACDSee, meritasse il primo posto della categoria. Entrambi, difatti, combinano bene la quantità di opzioni e l’accessibilità delle stesse. Vero è che il campione di Adobe può contare su un’interfaccia più gradevole e moderna, ma alla fine ACDSee la spunta per un soffio.

Nei nostri test, infatti, l’abbiamo trovato il più efficiente nel gestire una libreria corposa anche subito dopo averla importata, permettendoti di catalogare gli scatti rapidamente e di avere un database gestibile dopo breve tempo.

Il terzo posto va a Picasa, che pure fa un’ottima figura in questa categoria. Al quarto Zoner, troppo farraginoso.

Metadati

Dei metadati ben organizzati sono molto utili, specialmente se un giorno si decide di passare a un altro software di gestione delle foto, o si desidera condividere alcune informazioni con persone che non utilizzano lo stesso tuo software.

I metadati vengono scritti direttamente nel file di immagine e quindi sono sempre a disposizione con la foto stessa.

Regolare la data e l’ora

Tutti i programmi offrono la possibilità di modificare la data e l’ora dello scatto. Gli strumenti per farlo, però, differiscono molto.

Picasa e PSE Organizer optano per la semplicità. Si cambia la data e l’ora per la prima immagine selezionata, e il software regola quelli delle altre che hai selezionato in base alla differenza.

ACDSee offre alcune altre opzioni, come impostare la stessa ora per tutte le immagini selezionate. Con Zoner Photo Studio è possibile modificare vari valori temporali.

Transparenza e gestione chiara dei metadati

ACDSee metadata

In ACDSee puoi personalizzare la visualizzazione dei metadati e salvare diversi profili di visualizzazione. In questo modo avrai facilmente a portata di mano le informazioni che ti sono davvero necessarie, lasciando fuori tutte quelle che invece generano solo confusione.

Tra i dati EXIF che puoi modificare ci sono modello di fotocamera, descrizione immagine, artista, copyright, utenti e commenti.

Zoner Photo Studio permette di modificare tutti i tipi di dati EXIF, compreso il tempo di esposizione, diaframma, la lunghezza focale.

PSE Organizer, invece, offre una visualizzazione dei dati EXIF molto gradevole, ma non permette di modificarli.

Per i dati IPTC, ACDsee offre un keyword manager interessante. Tuttavia, e questo è un minus importante, non vi è alcuna possibilità di modificare in batch i dati IPTC, ad esempio aggiungendo una parola chiave per una selezione di varie immagini in un solo passo.

PSE Organizer ha invece uno strumento molto piacevole e facile da utilizzare per farlo.

PSE Organizer Edit IPTC

PSE Organizer offre una bella interfaccia per il batch editing dei dati IPTC

Conclusione: modifica dei metadati chiara e semplice

Nonostante non sia PSE Organizer ad offrire la più grande quantità di metadati EXIF e IPTC modificabili, è lui che vince in questa categoria, per la migliore combinazione di modificabilità, comfort e trasparenza nei dati.

È vero che ACDSee è ancora più trasparente quando si tratta di metadati e, per i fotografi a cui questi sono necessari, è un ottimo strumento. Ma il fatto di non consentire l’editing in batch di tali dati impedisce al software di trionfare sugli altri.

Zoner Photo Studio è, tra i quattro, quello con cui è possibile modificare la maggior quantità di dati EXIF, ma cambiare l’indicazione del tempo di esposizione, dell’apertura del diaframma o la lunghezza focale con cui hai scattato una foto ha senso solo in un numero molto limitato di occasioni. Zoner conclude al terzo posto anche per essere molto confuso e non molto trasparente quando si tratta di modifica dei metadati.

Picasa è ultimo perché consente solo la regolazione dell’ora di scatto. Tuttavia, se l’aggiunta della geolocalizzazione in Google Maps è per te importante, Picasa funziona bene.

Search

Tanto più una libreria è grande, tanto più importante è la qualità degli strumenti di ricerca. Ovviamente l’utente stesso gioca un ruolo chiave in questo.

Se infatti investiamo un po’ di tempo a prenderci cura dei nostri scatti, dividendoli in album, assegnando keyword, tag ed etichette, e magari anche dando dei nomi alle foto diversi da quelli che le fotocamere danno loro di default, ritrovare una fotografia sarà più facile. Se non lo facciamo, invece, un po’ più difficile.

Ma anche in caso di nostra negligenza, i programmi di gestione di foto hanno molte frecce al loro arco.

Durante i test del manager di foto di Adobe abbiamo sempre trovato tutto in un attimo, e mai abbiamo avuto difficoltà a capire come il sistema funzionasse. Un’ottima esperienza utente e un motore di ricerca da primo della classe. Anche gli altri tre concorrenti si comportano però molto bene.

Picasa, che è di Google, offre tre approcci diversi.

Il primo è composto di cinque strumenti con cui puoi filtrare il database o un album e vedere solo foto contrassegnate con la stella, foto caricate nei web album, foto che contengono visi, video o foto che contengono un tag geografico. I filtri possono essere usati anche congiuntamente.

Il secondo approccio è la classica ricerca rapida, mentre il terzo (sperimentale) è una ricerca per colori predominanti. Tutti funzionano bene, sono rapidissimi e soprattutto efficaci.

Picasa-Search suggestions and filtersI filtri e la ricerca rapida in Picasa

La ricerca rapida di Zoner non è male: puoi infatti incrociare contemporaneamente titolo, autore, descrizione, keyword e percorso, rating, colore dell’etichetta e anche coordinate geografiche.

Il problema è che nella pratica l’esperienza d’uso è frustrante, perché tutto è lento e pesante, e le stringhe che usi per la ricerca testuale devono essere esatte e complete, altrimenti non ottieni risultati.

Anche la funzione di Search completa è poco soddisfacente: sono previsti tanti criteri, ma persi in mille tab. Anche qui, il programma non dimostra di essere al passo con i tempi.

In ACDSee la ricerca rapida (in alto a destra del pannello centrale dell’interfaccia) è invece piuttosto spartana, ma parzialmente personalizzabile. Il pannello di Search principale, che si trova nella colonna di destra, permette invece ricerche per nome di file, per testo e per proprietà.

Quest’ultimo criterio è personalizzabile, e puoi aggiungere tanti criteri quanti ne vuoi tra metadati, dati EXIF, proprietà dei file, attributi dell’immagine, IPTC e attributi multimediali.

Nel complesso, le ricerche possono essere molto precise, ma il metodo non è dei più immediati.

Anche PSE Organizer offre due opzioni di ricerca, ma nel suo caso sono entrambe convincenti.

La prima è un sistema di filtraggio che incrocia la data di scatto (che selezioni manualmente dall’utilissima timeline che c’è in alto al centro dell’interfaccia) con le keyword e i tag (People, Places e Events), tutti personalizzabili.

Basta spuntare le parole chiave che ti interessano e automaticamente visualizzerai i risultati di conseguenza. Un sistema comodissimo e totalmente soddisfacente, che nel 95% dei casi soddisfa le tue necessità di ricerca.

PSE Organizer - Timeline and Tags tabSe vuoi un sistema più tradizionale e chirurgico, c’è il menu Find, che è particolarmente ricco. Hai infatti tantissimi criteri di ricerca e, all’interno di ognuno, hai tante opzioni.

Particolarmente interessanti sono il menu By Visual Searches, che permette di trovare i doppioni, le foto simili e gli oggetti che appaiono in una foto, e Find by Details, che offre due menu a tendina con parametri booleani e un campo di ricerca, con cui, se hai mantenuto ragionevolmente ordinata la libreria, puoi trovare virtualmente qualunque scatto in un istante.

Conclusione: vince il binomio completezza/semplicità

In questa categoria, Picasa e PSE Organizer staccano la concorrenza, e quest’ultimo supera il gestore di foto di Google per l’ottimo rapporto tra completezza e semplicità, che è per tutte le categorie uno degli indicatori più importanti nello stabilire una gerarchia tra programmi omologhi.

Terzo e quarto posto vanno, rispettivamente, a ACDSee e Zoner.

Editor

Tutti i programmi testati includono strumenti di modifica delle immagini.

PSE Organizer viene venduto in un pacchetto che comprende PSE Editor, uno strumento grafico completo e di alto livello. Potrebbe però sembrare un po’ ingiusto confrontare questo editor con gli editor built-in degli altri programmi. Comunque, considerato che né l’Organizer né l’Editor sono disponibili in versioni standalone, abbiamo deciso di trattare i due programmi come un unico software.

Nella scheda Edit, ACDSee offre una ricca selezione di strumenti per riparare, regolare o giocare con le immagini. L’editor ha diversi strumenti di correzione che lavorano in modalità totalmente automatica.

Tuttavia, è possibile effettuare regolazioni molto dettagliate e perfezionare il risultato di queste correzioni. Inoltre ACDSee offre un gran numero di effetti speciali e strumenti potenti di vignettatura e tilt-shift. Nella versione Pro troverai una cassetta degli attrezzi ancora più fornita.

ACDSee editor
L’editor di ACDSee è ricco di opzioni e facile da usare

Anche il tab di editing di Zoner Photo Studio offre un gran numero di strumenti per modificare le immagini.

Ci sono anche strumenti di quick fix, ma privi di opzioni. Davvero interessante in questa sezione è il confronto prima-dopo, che ti permette di passare, toccando il tasto sinistro del mouse e rilasciandolo, tra l’originale e l’immagine modificata. Per le regolazioni più squisitamente manuali, è necessario utilizzare gli strumenti della toolbar principale.

L’editor Instant Fix di PSE Organizer è molto basilare e comprende il tool di ritaglio, contrasto, rimozione occhi rossi, autocolor, la nitidezza e i livelli, e un correttore intelligente che migliora i colori, le ombre e le luci. Non ci sono opzioni.

Se passi all’editor completo, che si apre in una finestra a parte, trovi invece tutto quello che un utente non professionale possa desiderare in termini di editing di immagini, a partire dai layer e dal tool History fino alle forme e ai modelli personalizzati, solo per citare una piccola parte dell’intera cassetta degli attrezzi.

PSE editor
Il PSE Editor ti offre qualunque strumento tu possa desiderare

I principali strumenti di editing su cui Picasa punta sono i suoi filtri in stile Instagram. Dei cinque tab di strumenti, infatti, ben tre sono dedicati ad essi. Negli altri due troverai tool per ritagliare, l’autocolor e Contrast, Lightning e Color Fixes. Le opzioni sono piuttosto limitate.

Conclusione: la giusta combinazione di editing automatico e manuale

PSE Organizer è chiaramente il vincitore di questa sezione. L’editor appartiene ad un’altra categoria rispetto agli altri e non lascia a desiderare da nessun punto di vista.

L’editor di ACDSee è impressionante nel suo campo di applicazione, tra correzione automatica e la possibilità di affinare le regolazioni manualmente.

La quantità di strumenti è incredibilmente grande per un programma in cui l’editing non è il focus principale. Puoi facilmente applicare le regolazioni più comuni e molte, molte altre. Pur offrendo così tante opzioni, l’interfaccia rimane chiara e facilmente accessibile in ogni momento.

Questo aspetto, nel caso di Zoner Photo Studio, è invece nuovamente carente rispetto ai suoi concorrenti. C’è una grande quantità di strumenti, ma sono difficili da trovare e da usare.

Picasa offre solo le correzioni di base e un ampio corredo di filtri.

Organizzazione dell’interfaccia

Tutti e quattro i programmi analizzati hanno un’interfaccia divisa in tre aree, con un browser a sinistra, il visualizzatore al centro e gli strumenti di catalogazione e di filtraggio a destra. Ciononostante, ci sono differenze molto evidenti.

Photoshop Elements Organizer e Picasa sono, esteticamente e a livello di organizzazione grafica degli strumenti, superiori ai due concorrenti. L’approccio che offrono è immediato e istintivo, tutto è molto chiaro fin dalla prima apertura e la sensazione che trasmettono è di un ambiente accogliente.

Entrambi permettono di organizzare il database con semplicità: creare album, taggare foto singole o multiple, filtrare, tutto è a portata di click.

Picasa - InterfacePicasa ha un’interfaccia chiara, pulita e amichevole

ACDSee è invece, a livello grafico, migliorabile. L’interfaccia è un po’ troppo spartana in stile Windows, e l’organizzazione del pannello di sinistra non è chiarissima. Un altro piccolo difetto è una divisione non molto netta tra foto e foto nel pannello centrale, che ha come conseguenza la difficoltà a capire se il nome di una foto si riferisca all’immagine sopra o sotto di esso.

Di contro, però, ACDSee offre una grandissima quantità di strumenti. La modalità Catalog raccoglie una grandissima quantità di filtri per ordinare estemporaneamente le foto, e con i tre sottopannelli del pannello Properties (Metadata, Organize e File) la catalogazione della libreria è rapida ed efficace.

Purtroppo anche in questo caso è Zoner Photo Studio l’anello debole. L’interfaccia è caotica, con un’enorme quantità di icone sparse senza un vero criterio. Anche l’organizzazione è complicata, e si ha costantemente la sensazione di non avere il controllo delle proprie foto.

Anche il tagging è un po’ farraginoso e, nel complesso, fare e mantenere l’ordine è un’impresa che richiede una dose notevole di buona volontà.

Conclusione: vince l’interfaccia bella, usabile e completa

PSE Organizer batte la concorrenza: c’è tutto, l’ambiente è gradevole, gli strumenti si trovano facilmente e sono facili da usare ed efficaci. Cosa puoi chiedere di più?

La vittoria in questo caso è particolarmente meritata. Va detto che anche Picasa brilla a livello di organizzazione, ma la quantità di strumenti è minore rispetto a Photoshop Elements Organizer. E questo è il motivo per cui lo mettiamo al secondo posto.

Servizi Cloud

Una volta organizzate le immagini, molto probabilmente vorrai condividerle con la famiglia e gli amici. Tutti i programmi testati includono varie opzioni di condivisione.
Inviare le immagini via email è possibile con tutti i software.

PSE Organizer, però, offre in questa fase un’opzione particolarmente interessante: è possibile infatti ridimensionare le immagini nel formato e nella qualità che desideri.

Con Zoner Photo Studio è invece possibile zippare le immagini in un unico file prima di inviarle.

Servizi di clouding proprietari

Tutti i programmi offrono i propri servizi cloud, per usare i quali devi creare un account.

Quello più interessante è Zonerama di Zoner Photo Studio. Offre infatti spazio gratuito illimitato per conservare foto di qualsiasi qualità.

Picasa utilizza i 15 GB di cloud storage che si ottengono con ogni account Google gratuito, ma condivide questo spazio con Gmail e Google Drive. Adobe Revel, che è invece incluso in PSE Organizer, offre 2 GB di spazio gratuito.

ACDSee 365 è l’opzione più costosa, a partire da 34 euro l’anno, ma con una grande quantità di opzioni.

Zonerama

Zonerama offers unlimited storage space.

Condivisione sui social media

PSE-Organizer Sharing

Oltre che nei suoi album web, Picasa offre solo il caricamento in Blogger e la creazione di una presentazione di foto che puoi condividere su YouTube.

Le possibilità di condivisione social sono quindi piuttosto limitate, mentre l’offerta di ACDSee, PSE Organizer e Zoner Photo Studio è più ricca.

Ognuno dei tre offre infatti l’upload diretto a Facebook e Flickr. Il network fotografico SmugMug è integrato in ACDSee e PSE Organizer, mentre Zoner Photo Studio permette il caricamento in Picasa. PSE Organizer integra invece Twitter, Vimeo e YouTube.

Conclusione: vince chi integra più network

In questa categoria vince PSE Organizer. Oltre alla condivisione via email e al proprio servizio di cloud, integra un totale di sei reti sociali per la condivisione di immagini.

Zoner Photo Studio si piazza secondo. Il motivo: anche se supporta solo tre reti sociali, è l’unico programma che include un cloud storage illimitato.

Anche ACDSee supporta tre reti, ma il servizio proprietario è costoso. Picasa arriva invece ultimo, perché supporta solamente i servizi di Google.

Backup

Uno strumento per creare copie di sicurezza del database non può mancare in un programma di gestione della libreria fotografica. Tutti e quattro programmi analizzati ne offrono uno, con più o meno opzioni.

ACDSee ha quello che ci è sembrato più completo. Si trova in Tools > Database > Backup Database, e si usa tramite un wizard che ti guida passo per passo al backup dell’intera libreria o di parti di essa, ad esempio singole cartelle, su DVD o CD. È anche supportato il backup incrementale.

ACDSee - Backup wizard

Il Backup Wizard di ACDSee

Una volta stabiliti i parametri e dato il via al processo, il backup è pronto in un tempo incredibilmente esiguo. Ad esempio, per una cartella di 341 MB con 156 foto ci sono voluti circa 4 secondi.

Anche PSE Organizer offre un wizard che ti permette di scegliere tra backup completo e backup incrementale. Rispetto ad ACDSee ha meno opzioni, ma si tratta di un ottimo strumento. Tra l’altro, ad ogni apertura, il programma ti offre la possibilità di effettuare il backup. Un ottimo sistema che difende i procrastinatori dai pericoli che comporta il rimandare la procedura all’infinito.

Zoner Photo Studio funziona in modo leggermente differente. Puoi infatti effettuare il backup online grazie a Zonerama, di cui abbiamo parlato poco sopra. Puoi anche scegliere se mantenere la qualità originale (ed è questa la vera e propria modalità di backup) o abbassarla, per creare copie in rete più leggere, che puoi mostrare facilmente agli amici.

Zoner - Chose the quality before uploading to Zonerama

Un’altra opzione per avere una copia di sicurezza delle foto si chiama Folder synchronization, e ti permette la sincronizzazione simmetrica o asimmetrica delle cartelle con le tue foto. Grazie alle impostazioni avanzate puoi sincronizzare in base alle tue esigenze specifiche. Un sistema molto completo.

Anche il sistema a due passi di Picasa è buono: si crea un setup di backup (che puoi salvare per riusarlo ad ogni backup successivo), si sceglie se copiare in un disco esterno o masterizzare su CD o DVD e il gioco è fatto. Semplice e ben fatto, anche se con meno opzioni dei prodotti concorrenti.

Conclusione: vincono personalizzazioni e velocità

È particolarmente difficile stabilire un vincitore, in questo caso. Tutti e quattro i sistemi hanno caratteristiche peculiari che ci sono piaciute, e tutti funzionano bene. Alla fine, però, abbiamo deciso di premiare ACDSee, per le molte opzioni offerte e per la considerevole velocità di copia. È comunque bello vedere come tutti e quattro i programmi curino questo importante aspetto con l’attenzione che merita.

Assegniamo invece il secondo posto a PSE Organizer, il terzo a Zoner e il quarto a Picasa.

Abbiamo un vincitore!

Dopo aver testato a fondo le otto principali funzioni di ACDSee, PSE Organizer, Picasa e Zoner Photo Studio, e dopo averli messi a dura prova dando loro in pasto un database di quasi 9.000 foto, è finalmente arrivato il momento di stabilire un vincitore.

Oltre alle funzioni analizzate in modo “scientifico”, per decretare chi meritasse il gradino alto del podio, abbiamo anche considerato un aspetto difficilmente quantificabile, che potremmo definire “carattere”, in cui si fondono diversi aspetti: la sensazione che il programma trasmette (solidità, sicurezza, o confusione, farraginosità), il piacere o il fastidio che si prova usandolo, l’appeal che il programma ha, cioè se ti invoglia o meno ad aprirlo e usarlo.

La tabella riassuntiva

Considerato tutto ciò, e considerati gli otto elementi che abbiamo descritto in questo articolo, abbiamo assegnato la medaglia d’oro a PSE Organizer.

A livello di completezza, semplicità, potenza e carattere, infatti, è quello che ci ha convinti di più. Per questo motivo lo consigliamo come prima scelta a chi voglia un’applicazione seria per gestire un database massiccio di foto e desideri da essa affidabilità e piacevolezza d’uso.

Il secondo posto spetta ad ACDSee, che è ricco ed efficiente quanto PSE Organizer (e per certi aspetti anche superiore), ma che è un po’ più farraginoso e meno esteticamente amichevole.

Terzo posto: Picasa. Non si tratta di una punizione, intendiamoci. Il programma di Google, semplicemente, si rivolge ad un’utenza un po’ meno esigente, che ha bisogno di un programma robusto ma semplice per organizzare e condividere foto, senza troppe complicazioni.

Per questo target, Picasa è un capolavoro. Se vuoi qualcosa di più, però, ci sono programmi più adatti.

Zoner Photo Studio si piazza all’ultimo posto perché non ci sembra all’altezza degli altri tre. L’interfaccia è molto confusa, l’organizzazione è caotica e l’esperienza d’uso piuttosto frustrante. Dopo giorni e giorni di prove, infatti, continuavamo ad avere difficoltà a orientarci in quel dedalo di iconcine. Ha i suoi punti di forza, come abbiamo visto, ma non bastano a fargli reggere il confronto.

Se vuoi sapere più specificamente i criteri che abbiamo usato per valutare i quattro programmi che abbiamo messo a confronto, leggi l’articolo introduttivo di Mareike.

[Articolo scritto a quattro mani da Mareike Erlmann e Pier Francesco Piccolomini]

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