Mac compie 30 anni: OS X è il nuovo Windows?

Il Mac compie 30 anni. E OS X, da sistema operativo di nicchia, è diventato di massa. Perché e in che modo Apple ha cambiato target? E con quali conseguenze?

Il 24 gennaio del 1984 Steve Jobs presenta al mondo il primo Mac della storia. Da allora molte cose sono cambiate. Facendo felice qualcuno, e scontentando qualcun altro. In particolare, a mettere il broncio è stata l’utenza professionale, un tempo coccolata da Cupertino e poi passata in secondo piano.

Ripercorriamo la storia dell’azienda dall’inizio ad oggi, e vediamo cosa è successo e perché.

Editoria, musica, cinema? Apple!

All’azienda della Mela si possono muovere molte critiche, ma non certo quella di essere un’azienda statica. Che abbia sempre “pensato differente” è stato chiaro fin dal primo momento.

Il capostipite di tutti i Macintosh aveva, già nel 1984, l’interfaccia grafica che tutti i personal computer avrebbero avuto tanti anni dopo. E il sistema operativo era, assieme al quasi coevo AmigaOS, l’inizio di una rivoluzione che ha tracciato il percorso dell’informatica come oggi la conosciamo.

Un vecchio MacLe potenzialità dei sistemi Apple conquistano fin dall’inizio alcuni settori professionali, che resteranno per molto tempo il target di riferimento principale dell’azienda. Già nel 1985, grazie a MacPublisher e ad Aldus PageMaker, il Mac e il suo sistema operativo diventano infatti gli strumenti d’elezione per l’editoria.

Questa leadership si rinforza con il tempo, e nonostante le applicazioni di desktop publishing diventino disponibili anche per altre piattaforme, il mondo della grafica resta fedele alla Mela. QuarkXpress domina il settore per tutti gli anni 90, e Photoshop ed Illustrator su sistemi Apple sono lo standard per grafici, pubblicitari, designer.

Ma ci sono altri due settori che beneficiano della potenza delle macchine e degli OS di Cupertino: il cinema e la musica. Final Cut Pro (che vede la luce, così come lo conosciamo oggi, nel 1999, dalle ceneri del progetto originario di Adobe Premiere) si afferma rapidamente come uno degli standard per il montaggio video professionale, assieme ad AVID, e tale rimane per lungo tempo.

La genesi di Logic Pro è simile. Il sequencer, creato dalla tedesca Emagic, poi acquistata dalla Apple, si divide con Pro Tools il mercato dei programmi di produzione musicale negli studi di tutto il mondo, offrendo una piattaforma non semplice da usare, ma completissima, e corredata di plugin di qualità top.

Windows e il PC di massa

windows-old-logoLa storia dell’OS di Microsoft è differente. Fin da subito si impone come il sistema operativo di elezione dell’utenza non professionale, che non ha esigenze specifiche ma cerca un prodotto a buon prezzo che le dia accesso agli strumenti di uso quotidiano del computer.

L’interfaccia a finestre arriva solo con Windows 95, ma il fatto di non essere legato ad un hardware specifico rende l’OS Microsoft appetibile per tutti coloro che vogliono un computer casalingo, che improvvisamente sono diventati tanti, tantissimi. Inizia quindi l’era del PC di massa.

E il sistema operativo perfetto per questa fascia di utenti è proprio Windows. E così il mondo si trova nettamente diviso: i professionisti di editoria, musica e montaggio cinematografico (e altre nicchie creative) coi loro Mac, e il resto del mondo dall’altra con i PC.

Gli equilibri si rompono

Per molti anni questa situazione resta stabile. Il Mac rimane un’opzione di fascia alta (anche come prezzo), e l’azienda continua a investire moltissimo nello sviluppo del suo OS (che dal 2001 si chiama OS X), mentre i PC con installato Windows sono lo standard per i lavori d’ufficio, per navigare in internet e gestire la posta elettronica.

iPodPoi qualcosa cambia. Con il travolgente successo di vendite del nuovo gadget di Apple, l’iPod (che nasce nel 2001, ma che diventa un prodotto di culto a partire dal 2005), Cupertino inizia ad investire sempre di meno in OS X, e sempre di più nei suoi nuovi, remunerativi prodotti: lettori musicali, smartphone e tablet.

Il popolo di professionisti Mela-dipendenti inizia a storcere il naso, e la voce si alza sempre più fragorosa: per favore, occupatevi dello sviluppo dell’OS (lo slogan ufficiale è: Back to Mac!). Ma col passare del tempo risulta sempre più evidente che la Apple sta cambiano target. I Mac si trasformano sempre più in prodotti cool, costosi gadget che tutti devono avere per potersi davvero dichiarare alla moda.

Final Cut e Logic: i simboli della nuova politica Apple

I testimoni principali di questo cambio di rotta sono Final Cut e Logic, due dei figli più amati dell’azienda di Cupertino.

Final-Cut-Pro-logoFinal Cut Pro X è la nuova release del programma di montaggio, uscita il 21 giugno del 2011, ed è il prodotto che subisce la trasformazione più profonda. Quello che era stato per anni uno dei programmi top per il montaggio video professionale, viene trasformato d’improvviso in un prodotto semi-pro, perfetto per l’utente standard che vuole qualcosa di più complesso rispetto ad iMovie, ma decisamente inadatto ai professionisti del cinema per la mancanza di tantissimi strumenti avanzati di editing.

La reazione dei montatori è immediata. C’è chi passa ad AVID, e chi decide di continuare a lavorare con l’ultima versione “seria” di FCP finché è possibile. E dopo, si vedrà. Di certo è che il programma non fa più per loro.

LogicProXLogic Pro, dal canto suo, è rimasto fedele professionisti a livello qualitativo, ma ha anche fatto due grossi passi verso il musicista casalingo: un’interfaccia in stile GarageBand, decisamente più semplice ed allettante per il non professionista, con una gran cura nel design degli strumenti (amplificatori, effetti a pedale, microfoni, tutto assume improvvisamente un’irresistibile aria vintage) e un calo drastico del prezzo, a fronte di un pacchetto che decuplica l’offerta, che diventa sorprendentemente ricca.

La mossa, in realtà, risulta ancora più orientata al mercato non pro se si considera un altro fattore: la facilità con cui la nuova versione di Logic Pro (che ricordiamo è disponibile esclusivamente per Mac) è piratabile. Fino alla versione 6 è infatti difficilissimo craccare l’app, perché era necessaria una dongle key fisicamente connessa ad una presa USB del Mac perché Logic funzionasse. Poi, improvvisamente, questa draconiana misura di sicurezza scompare, e di colpo basta scaricare illegalmente la suite (facile), inserire un seriale (facilissimo) e il pacchetto è tuo.

Logic - Stomp boxes ampli effettiPerché Apple ha fatto questo? Semplice: per vendere più Mac. Un Logic Pro ad un prezzo competitivo e con protezioni facilmente aggirabili è la chiave attirare tanti musicisti dilettanti o semiprofessionali, che così comprano i computer Apple per poter avere una DAW di alto livello potenzialmente gratis. Un target, questo, che prima per Logic non era neppure considerato.

Figli (iOS) e figliastri (OS X)

Ma ci sono anche altre prove della sterzata di Steve Jobs e successori. Ad esempio, le enormi quantità di risorse che Cupertino sta investendo nello sviluppo di iOS. I sistemi operativi mobili sono evidentemente diventati il centro degli sforzi di sviluppo degli ingegneri Apple. È da tempo che non vediamo vere rivoluzioni in OS X. Le nuove release sembrano sempre, più che altro, dei corposi service pack, e la maggior parte delle nuove feature puntano all’integrazione con iOS.iPhone 5

Di contro, su quest’ultimo prodotto si investono fortune. Basti pensare al restyling radicale che c’è stato con iOS 7. E al proliferare di i-dispositivi di varia natura, che dell’OS sono il prezioso guscio.

Benvenuto, utente medio!

Al centro della nuova era Apple, quindi, c’è evidentemente l’utente comune, e il Mac con OS X assume un doppio valore: gadget irresistibile e, accidentalmente, personal computer, per svolgere le attività che prima erano dominio quasi assoluto di Windows.

Microsoft, dal canto suo, sta pian piano assottigliando il gap qualitativo (in termini di performance e, soprattutto, di stabilità) tra il proprio sistema operativo e OS X, diventando un’alternativa plausibile anche per i settori che storicamente erano pertinenza di Apple. Le carte si mischiano.

Mac è il nuovo Windows

Qual è dunque il morale della favola? Che Mac è ora il fenomeno di massa che un tempo era Windows. E lo è diventato mettendo in secondo piano la sua utenza storica, per andare a competere in una fetta di mercato differente.

Non che in questo ci sia qualcosa di intrinsecamente sbagliato. È naturale che le aziende orientino il proprio operato in direzione del profitto. E c’è anche da dire che OS X è tuttora, probabilmente, il sistema operativo migliore in circolazione.

Ma a volte si ha la sensazione chiara che questa logica quantitativa prevalga su quella qualitativa, e quando accade resta un po’ d’amaro in bocca. Specialmente quando sei, come me, un utente Mac di vecchia data, abituato a pagare per l’eccellenza, e non solo per prodotti molto buoni e magistralmente impacchettati.

Vuoi sapere tutto sul mondo Mac? Leggi i nostri articoli dedicati alla Mela!

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