Adobe Creative Cloud: passo avanti o passo indietro?

A pochi giorni dalla notizia che Adobe discontinuerà la Creative Suite e tutti i suoi programmi per andare sul cloud (inclusi Photoshop, Premiere e Illustrator), viene da chiedersi: è un vantaggio? perché questa scelta? e soprattutto, come funziona?

Ma partiamo dall’inizio. Dicevamo, non ci sarà nessuna Creative Suite 7 e tutti i software saranno accessibili in futuro esclusivamente attraverso sottoscrizione mensile al Creative Cloud. I vecchi programmi non andranno però in pensione immediatamente e Adobe continuerà a venderli e a rilasciare delle patch minori per risolvere bug e problemi.

Cloud non è sinonimo di connessione permanente

Mettiamo subito in chiaro una cosa: Creative Cloud non significa che sarai costretto a usare i programmi dal browser, tantomento che dovrai essere sempre connesso. I programmi della suite saranno comunque da scaricare e installare sul tuo PC, ma Adobe verificherà mensilmente che la tua licenza sia valida per poter continuare a usarli.

Niente di rivoluzionario o completamente differente da quello che accade adesso. Già nelle versioni precedenti, infatti, i software della CS6 si connettevano a Internet per controllare che non stessi usando un programma pirata. La chiave sta nell’abbonamento…

Creatività in affitto

Per usare la suite e usufruire degli aggiornamenti costanti, quindi, sarai obbligato a sottoscrivere uno dei diversi piani di abbonamento. Adobe ne ha elaborato vari, vediamo quali sono:

Innanzitutto, le categorie sono tre: utente singolo, azienda e studente. Le opzioni per uno user classico posso essere così riassunte:

  • Se non hai mai acquistato una copia di CS3 o superiore puoi pagare mensilmente 24.59€ per un singolo programma, 61.49€ per tutta la suite se ti impegni per un anno (737.88€) e 92.24€ per tutta la suite per un solo mese.
  • Se possiedi una copia di CS3 o superiore puoi pagare mensilmente 12.29€ per un singolo programma e 36.89€ per tutta la suite se ti impegni per un anno (442.68 €).
  • Se hai la licenza di CS6, puoi usufruire di uno sconto speciale: 12.29€ per un singolo programma, 24.59€ per tutta la suite se ti impegni per un anno (295.08€)
  • Se sei uno studente o un docente, il costo è di 19.99€ mensili con impegno annuale (239.88€).

I piani Team, Enterprise ed Educational Team ti forniscono anche uno spazio di 100 GB sul cloud per salvare i tuoi progetti ed averli sempre a disposizione. I prezzi italiani ed europei in generale sono più cari di quelli per gli Stati Uniti, dove l’abbonamento mensile con impegno annuale è di 50$.

Pro: Niente lanci, solo aggiornamenti

Quel che sembra sicuro è che sia ormai finita l’epoca dei grandi lanci. Il nuovo modello per abbonamento ha definitivamente sepolto l’attesa per il rilascio della nuova versione della Creative Suite. Non dovrai così aspettare e comprare la nuova versione del pacchetto, e magari rimanere deluso dall’update.

Uno dei vantaggio del passaggio al Cloud è quello di avere programmi aggiornati più velocemente, con una maggiore frequenza e in modo molto più silenzioso. Almeno questa è la promessa di Adobe, occorre adesso attendere per vedere se verrà mantenuta.

Contro: La trappola dell’abbonamento completo

Il grande svantaggio è il fatto di rimanere intrappolato in un abbonamento mensile a tutta la suite che, per questioni di risparmio, sarà con tutta probabilità annuale con quote pagate ogni mese. Molti utenti usavano fino ad ora solo un numero limitato software del programma e spesso neanche per tutto l’anno, come ad esempio gli studenti, ma adesso si troveranno a sottoscrivere abbonamenti completi.

E la scadenza? Una volta passato un anno, ti renderai conto di aver speso la bellezza di 737.88€ per un pacchetto di programmi che, per quanto utile e ben realizzati siano, è una cifra non indifferente. Per continuare a usarli dovrai pagare all’infinito con tanta nostalgia verso le vecchie CS con scadenza illimitata.

Chi vince e chi perde?

Adobe non è andata sul cloud per combattere la pirateria ma per attrarre più utenti e aver maggiori introiti. Non esiste infatti un metodo efficace al 100% contro la pirateria, ed è solo una questione di tempo prima che vengano fuori i nuovi crack.

Il vero motivo è quello di avere un introito costante e obbligare anche gli utenti domestici che usavano la stessa funzione di Photoshop per anni a sottoscrivere un abbonamento. E magari convincere anche chi, in fondo, non vede 20€ come un prezzo proibitivo per usare Photoshop per un mese.

Alla resa dei conti, chi ci guadagna è, in primis, Adobe ma anche le aziende e i professionisti a tempo pieno che usufruiranno di programmi sempre aggiornati. Il perdente è uno su tutti: l’utente domestico, seguito immediatamente dal freelance. I prezzi sono troppo elevati per queste due categorie di user che potrebbero ben presto dirigersi verso alternative gratuite.

Leggi le alternative gratis ai programmi di Adobe

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