Sono sempre i migliori ad andarsene: 8 programmi che ci hanno lasciato nel 2013

Se ne sono andati. Non sono più tra noi. Sono gli ex-programmi, le applicazioni abbandonate, i server a cui hanno staccato la spina… sono i caduti del 2013 e noi gli rendiamo omaggio.

I software scompaiono per molte ragioni: alcuni sono vittime delle regolari pulizie di inventario, altri non vengono più sviluppati a causa della scarsa redditività, mentre alcuni vengono acquistati per essere assorbiti e dimenticati in un cassetto. Quando si tratta di servizi popolari, gli utenti che lamentano la loro perdita sono milioni.

Il destino di queste applicazioni è l’oblio: a differenza di quanto accade con i libri e le opere d’arte, i software possono scomparire per sempre e diventare inaccessibili, se nessuno ne conserva un archivio digitale. L’abbandono è una fine indegna per miliardi di righe di codice che ha richiesto anni di sforzo intellettuale.

Molte delle applicazioni che ci hanno lasciato nel 2013 sono state fedeli compagne dei nostri computer e telefoni per anni, ma sono scomparse in un lampo. Il loro passaggio, tuttavia, resta nella nostra memoria. Alcuni dei software e dei servizi che menzioneremo qui sotto saranno difficili da dimenticare.

Il grande Winamp ha esalato il suo ultimo Mp3

È stato il primo riproduttore audio per molti di noi e, nonostante l’abbandono di massa dovuto alla disastrosa versione 3, Winamp continuava a essere presente nei cuori di molti. Aol ha deciso di staccare la spina il 21 novembre 2013. Ma non è tutto perduto

Google Talk è stato sostituito da Hangouts

Talk, una delle applicazioni di messaggistica più semplici e pratiche della storia, è stata rimpiazzata da Hangouts, molto più completa e complessa. Anche Meebo, il mitico servizio di chat multiprotocollo che funzionava sul browser, è stato chiuso.

AltaVista ha fatto la sua ultima ricerca

Uno dei leggendari motori di ricerca degli anni novanta è stato vittima della grande pulizia di Yahoo! Marissa Mayer ha fatto fuori un nome mitico di internet, un browser che fino al 2001 aveva più traffico di Google. Un vero peccato.

Lavabit è stato costretto a chiudere i battenti

Lo scandalo della NSA, una delle grandi notizie del 2013, ha causato scomparse memorabili. La più discussa è stata senz’altro quella riguardante il servizio di posta sicura Lavabit che, spinto dal governo degli Stati Uniti, ha deciso di piantare baracca e burattini. Ecco l’addio di un servizio molto sicuro.

Symbian è stato abbandonato per Windows Phone

L’acquisto di Nokia da parte di Microsoft ha fatto perdere ogni speranza per Symbian. Mentre l’azienda finlandese si concentra esclusivamente su Windows Phone, una strategia che sta dando ottimi risultati, Symbian si indebolisce e muore.

Il vecchio disegno di Yahoo! è scomparso quasi completamente

Marissa Mayer, nuova CEO di Yahoo! nel 2013, non ha solo fatto nuovi acquisti e chiuso prodotti, ma anche cambiato il design classico di Yahoo!, iniziando con il logo. La posta elettronica è il luogo in cui si nota di più e gli utenti reclamano il ritorno del vecchio design

Google Reader è stato sacrificato per potenziare G+

Sebbene non sia stato niente di così tragico, la scomparsa di un ottimo prodotto come Reader non ha lasciato nessuno indifferente: era un lettore di notizie funzionale e senza rivali. La cosa buona è che la sua morte ha incentivato una serie di alternative molto valide.

Windows Live Messenger si è fatto da parte per Skype

Ci sono programmi che muoiono assieme al network usato. Nel 2013, Microsoft ha chiuso la rete di Messenger e ha costretto milioni di utenti a migrare verso Skype, l’applicazione di messaggistica e chiamate che aveva acquistato l’anno prima.

Ma non essere triste, a volte ritornano

A volte i programmi resuscitano. Ad esempio, è già stata aperta una petizione per trasformare Winamp in open source: in questo modo, i programmatori volontari potrebbero continuare ad aggiornare il programma.

Uno degli episodi più strani del 2013, invece, è stata la pubblicazione della suite Adobe CS2 gratis sul sito di Adobe. È stato un errore, ma ha reso evidente che gli autori dei software, se vogliono, possono resuscitare un programma.

Per la “morte” di quale software hai pianto di più nel 2013?

[Adattamento di un articolo originale di Fabrizio Ferri-Benedetti su Softonic ES]

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