7 motivi per non usare un PC Windows

No Windows

No WindowsPartiamo da un dato abbastanza certo: lo sviluppo dei sistemi operativi ha ormai raggiunto un buon livello generale, tanto che, a parte qualche sfortunato esempio, tutti quelli recenti garantiscono un buon grado di affidabilità e prestazioni soddisfacenti.

Microsoft, con Windows 7, ha appianato il furore popolare che aveva scatenato con Vista. Linux, specialmente con l’amichevole Ubuntu, offre gratuitamente un prodotto di fattura eccellente e al contempo non difficile da usare, e la Apple garantisce prestazioni da primo della classe con OS X.

Ciononostante, le differenze ci sono. E in questo post propongo sette motivi per cui credo che Windows non sia necessariamente il sistema operativo da preferire. Il paragone principale è, naturalmente, con l’avversario più temibile, OS X, pur senza sottovalutare l’ottimo Linux.

La dotazione iniziale

Sad PCMicrosoft non è mai stata generosa con i propri utenti in fatto di applicazioni incluse con l’OS. Questo vuol dire che, accendendo il PC nuovo per la prima volta, le cose che puoi fare non sono tantissime. Puoi vedere foto, filmati e programmi TV, ascoltare musica e navigare nel web con Internet Explorer, ma non puoi fare cose importantissime come creare PDF, registrare ed arrangiare musica, montare un filmato, creare un sito web da zero, gestire la tua posta elettronica e i tuoi appuntamenti, e non hai neanche a disposizione un dizionario. Con Mac, invece, tutto questo ce l’hai senza installare nulla di più rispetto a quello cha hai già nel computer appena uscito dalla scatola.

Le ultime versioni di Mint e Ubuntu (le distro Linux più poplari), dal canto loro, includono LibreOffice, Firefox, Thunderbird, Empathy (client IM multiprotocollo: MSN, Facebook, Google Talk, Gizmo5, LiveJournal Talk, Nokia Ovi e altri Jabber services), Transmission (client torrent), GIMP (fotoritocco), VLC e Gnome Player, Banshee, Archive manager (omologo di WinZip), Brasero (per masterizzare), gThumb (per visualizzare e importare immagini). E la lista potrebbe continuare.

Si fa presto a dire Windows

Decidere è difficileIn molti speravano che, dopo il tripudio di versioni di Windows Vista, Microsoft avesse imparato la lezione. Ma purtroppo anche di Windows 7 esistono tante, tante versioni diverse. Sei, per l’esattezza. Capire quale sia quella che serve a te richiede uno studio approfondito.

Innanzitutto devi indagare tra le specifiche hardware del tuo computer e scoprire quali versioni dell’OS supporti. Poi devi informarti su cosa ciascuna release offra. Sei un utente base di PC? Sei un gamer incallito? Esigenze diverse: sistema operativo diverso. E ti tocca studiare per capire quale ti serva ed evitare di spendere una fortuna inutilmente. In un Mac c’è OS X, costa un decimo della versione top di Windows 7, ci puoi fare tutto ed è perfetto sia per il neofita che per il professionista. La semplicità è virtù.

Keep it simple

Simplicity Nell’esperienza della quasi totalità degli utenti Windows c’è un grado più o meno elevato di frustrazione dovuta alla difficoltà di trovare il modo di compiere qualche operazione di routine. Navigare nel labirinto delle directory in cerca delle applicazioni, ad esempio, è molto più complicato che in un Mac. Lo stesso vale per l’installazione e la disinstallazione dei programmi.

Questo vuol dire che l’utente Apple trascorre un tempo mediamente inferiore a cercare il modo di modificare qualunque parametro del sistema operativo o dei programmi ad esso connessi. Nel Mac le applicazioni sono nella cartella Applicazioni. Le preferenze di sistema sono in Preferenze di sistema, e sono comprensibili e facili da trovare (ad eccezione della programmazione dello spegnimento!). Difficile che ci si perda.

Attenti al customizzatore pazzo!

EquilibristaL'”apertura” dei PC Windows a qualunque personalizzazione passi per la testa di qualsiasi utente viene spesso spacciata per una buona notizia. In realtà è principalmente un pericolo inutile. Sono pochi gli utenti che possono permettersi di mettere le mani nel “cuore” di un PC e di modificarlo per piegarlo alle proprie esigenze. Gli altri non dovrebbero mai farlo, perché il rischio di combinare qualche pasticcio e di far secco il computer è molto, molto alto.

E poi, diciamocelo: questa febbre da customizzazione è una leggenda confinata nel solo mondo dell’informatica consumer. Facciamo un esempio. Quando acquisti un’automobile desideri che funzioni bene, che si rompa raramente o meglio ancora mai, che sia bella e confortevole, che offra prestazioni soddisfacenti, che sia divertente da guidare. C’è qualcuno a cui importi qualcosa se il motore o la carrozzeria siano o non siano facili da smontare, modificare, truccare? Sì, c’è, ma si tratta di una minoranza molto esigua.

La verità, infatti, è che dagli oggetti che acquistiamo pretendiamo affidabilità, buone prestazioni e magari anche bellezza. Non la possibilità di farci esperimenti. È per questo che la “chiusura” dei sistemi operativi Apple, spesso usata come argomento pro-PC, è più una buona notizia che altro.

Stabilità: si può dare (molto) di più

Esplosione atomicaI sistemi operativi Microsoft, con il passare del tempo, sono molto migliorati. Le prestazioni di Windows 7 non sono affatto male, un po’ anche perché ha avuto la fortuna di venire dopo Windows Vista (un autentico, piccolo disastro informatico), e da un paragone del genere non poteva che uscire trionfalmente.

Nonostante ciò, il sistema non è certo a prova di bomba, i programmi crashano, l’OS anche. L’ultimo PC che ho visto spirare per motivi inspiegabili ci ha lasciati meno di un mese fa. Non è colpa sua, d’altronde. Windows è sempre stato un OS piuttosto pesante, complicato, rugginoso.

Nulla a che vedere con l’agile Linux e con OS X, che si fondano su Unix e che quindi hanno un “motore” che vanta più di 40 anni di storia. E la maturità vuol dire sicurezza ed affidabilità.

Sicurezza, ma quanto mi costi?

virusWindows non può fare a meno di una difesa potente e sempre aggiornata, per diminuire la probabilità di venire infettato da qualche porcheria che gira per il web: virus, spyware e malware hanno infatti una predilezione spiccata per i sistemi operativi Microsoft.

Molti antivirus garantiscono un buon livello di sicurezza, ma sono programmi piuttosto invasivi, che consumano risorse e che possono rallentare il sistema, specialmente di chi ha macchine non molto potenti. Le alternative, quindi, sembrerebbe essere l’infezione informatica o un computer con la zavorra.

Per gli utenti Mac è diverso. In 12 anni di massiccio utilizzo di sistemi operativi Apple (da Mac OS 9 ad OS X 10.7 Lion, con tutto ciò che c’è stato in mezzo) non ho mai installato un programma di sicurezza di alcun tipo, né mai ho avuto problemi di virus o malware di alcun genere. Un bel risparmio di soldi, di tempo e di bile.

Lo stesso vale per Linux: praticamente impenetrabile. D’altronde Mela e Pinguino hanno un valore aggiunto: delle community di utenti che si sentono come una famiglia. E sono pochi quelli che si lancerebbero nell’avventura scriteriata di creare un malware per i loro fratelli di OS.

Do you speak Windows?

do you speak WindowsL’altro giorno il PC che uso per lavorare ha deciso di parlarmi. Lo ha fatto attraverso un breve messaggio. Trovo che lo scambio di opinioni tra macchina ed utente servano a rendere la loro convivenza (quasi forzata) meno sterile. Però bisogna venirsi incontro.

Il PC mi ha parlato, dicevo. Mentre cercavo di eseguire la funzione Test di un’applicazione, mi ha scritto su una finestra grigiolina: “Il test non può iniziare perché già non esiste” (Test cannot be started because it already does not exist“). Sono rimasto sbigottito. E perplesso. Che voleva dire, esattamente?

Va bene, è vero, si tratta di un esempio un po’ estremo, ma simboleggia un fatto vero: i messaggi di errore di Windows sono spesso incomprensibili. O allarmanti. E l’utente, di fronte ad essi, si sente inerme.

È per questo che è un sollievo vedere, nell’evento abbastanza raro di un crash di un’applicazione su Mac, il messaggio ben più rassicurante: “Il programma XYZ si è chiuso inaspettatamente. Il sistema e le altre applicazioni non ne hanno risentito”. Meglio, no?

Backup for dummies

castello di carteL’utente medio di computer non crede affatto che un backup dei propri dati sia necessario. Continua a crederlo anche dopo averne persi quintali in un crash fatale. In casi del genere è la sindrome del procrastinatore che ha la meglio: domani faccio il backup, lo giuro. E il domani, si sa, arriva sempre un giorno in ritardo.

È per questo che un programma che si occupi da sé, senza intervento da parte dell’utente, di copiare il contenuto dell’HD su un disco esterno dovrebbe esserci di default in ogni sistema operativo. Windows però non ce l’ha. Mac, per esempio, sì. Si chiama Time Machine, e si occupa tutto da solo di generare backup incrementali dell’intero computer ogni 30 minuti, anche via rete Wi-Fi. Naturalmente ci sono ottimi programmi che fanno la stessa cosa anche per i PC Windows. Ma li devi comprare.

Insomma, di motivi per non usare un PC Windows ce ne sono. E anche per non comprare un Mac. Tu cosa ne pensi?

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